Sicurezza nel web


INCONTRO CON L’ISPETTORE DI POLIZIA POSTALE

Internet è uno straordinario mezzo di comunicazione di massa che permette di ricevere informazioni da tutto il mondo, comunicare in tempo reale con persone distanti migliaia di chilometri ed altri innumerevoli vantaggi, ma proprio per le sue grandi potenzialità deve essere utilizzato con ATTENZIONE e CONSAPEVOLEZZA.

Per comprendere questo a scuola è stato realizzato un progetto intitolato “SICUREZZA WEB” che ha visto coinvolti noi alunni delle classi seconde e terze della scuola secondaria Silvio Pellico.

Il relatore è stato l’ispettore della polizia postale di Piacenza Pietro Vincini che nei giorni 9 e 10 Novembre ha tenuto due interessantissime lezioni.

Come prima cosa che ci ha spiegato di stare molto attenti quando si usano Internet o i social network perchè ci sono dei virus ( Trojan Horse, warm, spyware e giochi online) o delle persone che ti possono rubare foto, password, dati personali e così via. Ci ha dato numerosi consigli, come ad esempio mai aprire i link che ti arrivano tramite messaggi o mail ( è il caso del PHISHING, truffa attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a dare informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile.).

Ci ha anche raccomandato di prestare massima attenzione anche agli adescatori, persone che cercano di instaurare rapporti amichevoli o intimi fingendosi amici di amici per poi istigarti a fare qualche cosa e addirittura a ricattarti.

Dopo tutte queste informazioni e suggerimenti è passato a presentarci un fenomeno purtroppo sempre più frequente: il cyberbullismo, ossia insulti ed offese da parte di una persona nei confronti di un’altra tramite web. È davvero un fenomeno molto grave perché in pochissimo tempo le vittime possono vedere la propria reputazione danneggiata per tutta la vita, anche perché i contenuti, una volta pubblicati, restano in rete e possono riapparire a più riprese in luoghi diversi. Talvolta i ragazzi usano “per gioco” dare appellativi a loro coetanei o fare i “bulli” virtuali ma non si rendono conto che le loro azioni potrebbero avere anche conseguenze catastrofiche: alle volte la vittima non trova altra soluzione alla derisione se non nel suicidio. Gli esempi che il signor Vincini ci ha portato di ragazze e ragazzi vittime del cyberbullismo sono stati molto toccanti e anche in realtà non molto distanti dal nostro paese (ovviamente l’ispettore ha mantenuto anonimo nome persona e paese ma ci ha detto che non dobbiamo pensare che tali fatti avvengano solo in grandi città o tra ragazzi diversi da noi ). Spesso i genitori e gli insegnanti ne rimangono a lungo all'oscuro perché non “autorizzati” ad entrare nella vita online del figlio e questa è la cosa peggiore: il consiglio datoci è quello di riferire SEMPRE ai genitori e agli insegnanti ed insieme poi rivolgersi alle forze dell’ordine.

Alla fine dell’incontro tutti noi eravamo felici e nello stesso tempo un po’ scossi: felici per aver scoperto tante cose nuove ( ad esempio più “esperti” a non far entrare virus nel nostro PC) ma scossi perché sentire che al di là del monitor potrebbe esserci “il cattivo della situazione” che potrebbe avere brutte intenzioni proprio con noi ci ha spaventato un po’ anche se forse CI HA FATTO APRIRE GLI OCCHI.

Filippo Carboni e Alberto Moia 2^D

Un breve video dell'incontro:

 

 

Polizia postale 2016